Anche il mio blog ufficiale ultimamente è poco curato. Ogni tanto levo le sterpaglie e ci faccio una passata di aspirapolvere... ma è comunque mal tenuto.
La mia vita dal 14 aprile ad ora è alquanto cambiata.
I cambiamenti sono stati repentini e riguardano sia la sfera sentimentemozionale che quella lavorativa.
Una sfera contro l'altra, hanno fatto sì che le cose si sviluppassero in modo inversamente proporzionale.
Ciò vuol dire che da una parte una è andata bene e dall'altra invece è regredita.
Dando una breve sbirciata alle ultime cose scritte si noterà che in data 14 aprile la sottoscritta non era legata sentimentalmente a nessun uomo né A né B né C.
Ironia della sorte dopo poco da quel post l'uomo B mi ha chiesto "l'esclusiva" (me l'ha detto proprio così "voglio l'esclusiva") e io l'esclusiva gliel'ho data, e continuo a dargliela.
Indi per cui si capisce che se la sfera sentimentemozionale va bene a questo punto la sfera lavorativa va male.
Il male dipende che, dopo strane offerte senza senso della società in cui lavoravo - e anche qui cito testualmente : ti dimetti spontaneamente dal tuo bel lavoro a tempo indeterminato e apri una partita iva e collabori con noi prendendo meno di quanto prendevi prima- e, dopo aver rifiutato l'offerta di cui sopra mi sono ritrovata in un vortice di incertezze e difficoltà.
Il mio rifiuto all'insensata proposta mi ha infatti portato all'attuale situazione: cassa integrazione.
Il ché assurdamente per molti può sembrare un vantaggio, ma vi assicuro che non lo è.
Ma la cosa più amara di tutta questa situazione è che alla fine della fiera la sottoscritta ha dovuto rinunciare alla città. Una città splendida dove viveva grazie allo stipendio e una città splendida che dovrà farsi una ragione di vivere senza si me.
Tornare al paesello! Un imperativo doloroso ma comunque impossibile da evitare.
Tornare al paesello! Un imperativo che mi fa stringere il cuore, che mi lacera i tessuti.
Tornare al paesello! Un imperativo che può sembrare attenuato solo dalla presenza dell'uomo di cui sopra nello stesso paesello dell'imperativo.
La vita è ingiusta a volte. Hai una cosa bella in cambio di una cosa brutta.
Un po' come fare tre al superenalotto due volte consecutive e pensare: "però, almeno il 4 me lo meritavo, non dico la sufficienza, ma il 4 era un giusto voto"
Cassintegratamente vostra,
Leumure dagli occhi a mandorla