mercoledì 23 settembre 2009

Piena libertà di parola al mio neurone sinistro

Sono ormai mesi che avvertite l'assenza del vostro leumure e il motivo, sinceramente, non lo so.

Anche il mio blog ufficiale ultimamente è poco curato. Ogni tanto levo le sterpaglie e ci faccio una passata di aspirapolvere... ma è comunque mal tenuto.

La mia vita dal 14 aprile ad ora è alquanto cambiata.
I cambiamenti sono stati repentini e riguardano sia la sfera sentimentemozionale che quella lavorativa.

Una sfera contro l'altra, hanno fatto sì che le cose si sviluppassero in modo inversamente proporzionale.

Ciò vuol dire che da una parte una è andata bene e dall'altra invece è regredita.

Dando una breve sbirciata alle ultime cose scritte si noterà che in data 14 aprile la sottoscritta non era legata sentimentalmente a nessun uomo né A né B né C.

Ironia della sorte dopo poco da quel post l'uomo B mi ha chiesto "l'esclusiva" (me l'ha detto proprio così "voglio l'esclusiva") e io l'esclusiva gliel'ho data, e continuo a dargliela.

Indi per cui si capisce che se la sfera sentimentemozionale va bene a questo punto la sfera lavorativa va male.

Il male dipende che, dopo strane offerte senza senso della società in cui lavoravo - e anche qui cito testualmente : ti dimetti spontaneamente dal tuo bel lavoro a tempo indeterminato e apri una partita iva e collabori con noi prendendo meno di quanto prendevi prima- e, dopo aver rifiutato l'offerta di cui sopra mi sono ritrovata in un vortice di incertezze e difficoltà.

Il mio rifiuto all'insensata proposta mi ha infatti portato all'attuale situazione: cassa integrazione.

Il ché assurdamente per molti può sembrare un vantaggio, ma vi assicuro che non lo è.

Ma la cosa più amara di tutta questa situazione è che alla fine della fiera la sottoscritta ha dovuto rinunciare alla città. Una città splendida dove viveva grazie allo stipendio e una città splendida che dovrà farsi una ragione di vivere senza si me.

Tornare al paesello! Un imperativo doloroso ma comunque impossibile da evitare.
Tornare al paesello! Un imperativo che mi fa stringere il cuore, che mi lacera i tessuti.
Tornare al paesello! Un imperativo che può sembrare attenuato solo dalla presenza dell'uomo di cui sopra nello stesso paesello dell'imperativo.

La vita è ingiusta a volte. Hai una cosa bella in cambio di una cosa brutta.
Un po' come fare tre al superenalotto due volte consecutive e pensare: "però, almeno il 4 me lo meritavo, non dico la sufficienza, ma il 4 era un giusto voto"

Cassintegratamente vostra,
Leumure dagli occhi a mandorla

martedì 14 aprile 2009

Teorie

Oggi mi sento scoglionata.
Non so dirvi bene i motivi... forse sono una serie di cose che mi rendono apatica e antipatica.

Sono appena tornata da una visita ad un associato e ho veramente dovuto far forza su me stessa per non rispondergli male e addobbando il mio gentil volto con un sorriso finto.

Sto provando a capire quali potrebbero essere le cause di questo stato ma, sinceramente, trovo solo teorie... magari anche valide ma non del tutto convincenti.

Prima teoria:
Stamattina mi sono svegliata da un sogno che mi ha dato i nervi gridando e piangendo.
In questo sogno qualcuno della mia famiglia mi faceva una cattiveria (classificandola come scherzo) completamente gratuita e senza senso.
Si dice che i sogni abbiano la capacità di modificare la giornata/l'umore.
Questa teoria potrebbe essere accreditata.

Seconda teoria:
La giornata è cominciata a livello lavorativo con due bei NO spiattellati in faccia. La cosa logicamente rende nervosi. Se le mie performance lavorative non migliorano di sicuro la cosa va a mio discapito ma nonostante ciò non riesco a riprendermi da un serio loop di stress che si ripercuote di sicuro sul mio operato.
Questa teoria potrebbe essere accreditata

Terza teoria:
Non è semplice tenere a bada parole, gesti, emozioni e sentimenti.
E io lo sto facendo. Non perchè ne sia costretta ma perchè mi sta venendo naturale.
Questo non vuol dire che se lasciassi andare le parole, i gesti, le emozioni e i sentimenti le cose cambierebbero (non so se in positivo o in negativo tra l'altro) e non so nemmeno se, nel momento in cui dovessero cambiare le cose io poi sarei felice di averle cambiate (sempre con opzione in positivo o in negativo).

Essendo la teoria su cui sto spendendo maggiore ragionamento magari potrebbe essere anche la più plausibile.

Riflettiamo:

Io incontro una persona A.
La persona A mi piace.
Alla persona A piaccio.
Io e la persona A copuliamo.

Poi interviene persona B.
Alla persona B piaccio.
A me la persona B piaceva.
La persona B mi fa chiaramente capire che vuole copulare con me.
Ma ora a me piace la persona A.
Io lascio perdere la persona B.

Poi interviene persona C.
Io e la persona C ci siamo sempre piaciuti.
Io e la persona C ci siamo sempre apprezzati.
Io e la persona C non copuliamo ma ci andiamo vicini.

Poi quando vedo la persona A penso che a me la persona A piace, ma... non abbastanza da farmi dire no alla persona C ma abbastanza da farmi dire no alla persona B.

E allora penso, metti caso che la persona A un giorno si dovesse svegliare dal torpore che contraddistingue entrambi in questa relazione senza definizione alcuna e mi dicesse: "Cara, facciamo le cose in modo un po' più serio e abbandoniamo la razionalità dei sentimenti per l'irrazionalità dei sentimenti... smettila di essere così vivacemente fredda e io smetterò di essere così freddamente vivace... poi se ne verrà qualcosa ne prenderemo atto"

Sarei contenta?
Non lo so.

Poi penso.
Se la persona A dovesse incontrare una persona B (o C o D o F...) di sesso femminile e copulasse con lei avvertirei fastidio?
No

Quindi non sono nemmeno gelosa della persona A.

No, non posso permettermi di essere gelosa della persona A così quanto lui non può permettersi di esserlo di me.

E poi penso.
Che senso ha tutto questo?

Nel senso... non di che senso ha il rapporto tra me e la persona A bensì... che senso ha tutto questo mio ragionamento?

Quindi questa teoria non mi porta a nulla... indi per cui... o c'è una quarta teoria o una delle prime due è valida.

Confusamente vostra,
Leumure dagli occhi a mandorla

domenica 5 aprile 2009

Aprite le finestre e i finestrini

Stamattina mi sono svegliata...
La persona che era insieme a me nel letto si stava alzando... guarda i miei occhi semi aperti e mi dice: Vuoi un caffè?!
Io grugnisco un "Sì!"

All'arrivo del caffè inizio a svegliarmi e a pensare alla giornata.

Mi do una sciacquata, mi guardo in giro per raccogliere tutto... usciamo di casa, lui mi accompagna alla macchina: bacetto, buona giornata, ciao.

Ero a circa 30 km da casa, in un paesino arroccatto sulla montagna che, per varie vicissitudini precedenti conoscevo comunque bene.

Metto in moto e percorro la strada per rientrare a casa... la giornata era (ed è ancora) meravigliosa. Sole, cielo terso... panorama spettacolare.
La strada era morbida, curvosa, dolce.

Decido che la velocità di crociera doveva essere tranquilla.
Decido che la colonna sonora del mini viaggio doveva avere il suono di un cd live dei Dave Matthews Band
Decido di fermarmi ai belvedere più suggestivi
Decido di fermarmi a un bar a fare colazione.

E' la domenica delle palme e tutti sono scesi in piazza in un paesino poco distante da quello da cui ero partita.
Tutti vestiti a festa con in mano un ramoscello di ulivo.
Per strada già si sentiva un vago odore di pranzi cucinati nelle varie cucine... ormai fa caldo e le finestre sono quasi tutte spalancate.

Decido di ricominciare a guidare.
Finestrino abbassato e con l'aria tra i capelli che cercava di svegliarmi.

Ero quasi giunta a destinazione.
Niente traffico.
Tutto molto rilassato anche nella caotica grande città.
Trovo subito parcheggio e realizzo che oggi è una gran bella giornata.

E aumenta la mia voglia di primavera, di natura e delle classiche scampagnate pre-estive :)

giovedì 26 marzo 2009

Felicità in cubetti

Sono appena tornata da un incontro con un cliente.
Questo cliente mi è simpatico.
E' gay.

Per rimanere in tema ieri sera sono andata a vedere un film che mi ha stupito.
Normalmente boicotto i film italiani.
Sta volta mi sono lasciata trascinare dall'accompagnatore.
E l'accompagnatore ha scelto bene.

Nello specifico sono andata a vedere "Diverso da chi?" un film, come dire... gaio!
Ma è anche un film fornito di pessima locandina, quindi, si fa pessima pubblicità.
E invece ho riso, ho riso talmente tanto che ho accumulato risate anche per la notte.

Infatti nella mia breve dormita ho sognato che ero in un locale.
In questo locale c'erano un po' di persone.
E ogni volta che quelle persone aprivano bocca io e la persona che era con me (NDR l'accompagnatore di cui sopra) scoppiavamo a ridere... qualsiasi cosa gli altri dicessero!

E ad ogni nostra risata scendeva da una macchina del caffè che era nel locale un cubetto di ghiaccio.

Così io e il mio amico decidiamo di raccogliere i cubetti e ridendo li mettevamo nelle magliette di tutti quelli che ci capitavano a tiro.

E gridavamo per tutto il locale con voce teatrale:

"NOI SIAMO DISPENSATORI DI FELICITA' IN CUBETTI!"

Un giullare e un pagliaccio.
Due coglioni insomma.
Non so che valenza abbia questo sogno e perchè ve lo stia raccontando... ma mi sono svegliata ridendo... :D
Stanca morta... ma ridendo a crepapelle.

venerdì 20 marzo 2009

Stranezze della mente

Stamattina mi sono svegliata alle 7:30, questa volta la sveglia ha fatto il suo dovere.

Mi sono alzata e mi sono resa conto che la mia mente vagava e pensava ancora a quello che era successo poche ore prima. Quattro ore e mezza per la precisione che poi corrisponde al tempo che ho dormito.

Vi spiego... Ho rivisto quello che qualche post fa è stato definito "New entry".

Bella serata. Finita, logicamente, a far l'amore.

Non so ancora bene quello che provo, di sicuro mi piace.

La cosa assurda è che, conoscendoci così poco, non abbiamo il "coraggio" di fare determinate mosse. Io non so cosa vuole lui, lui non sa cosa voglio io e ci troviamo in un limbo di azioni non fatte o frasi non dette dove la persona che si espone di più è la sottoscritta... anche perchè lui mi sembra cauto, addirittura più cauto di me.

E così ieri ci siamo salutati senza dirci nulla su un possibile futuro incontro e io che, sinceramente, non voglio non vivere delle emozioni per orgoglio o per paura, dopo poco che era uscito dalla porta di casa mia gli ho mandato un messaggio che faceva capire la mia volontà di rivederlo... e lui ha risposto in controbattuta che è totalmente d'accordo.

Più si diventa grandi e più i rapporti interpersonali si fanno complessi.

Riflettevo con la mia amica/coinquilina di come è strano pensare di poter entrare nella vita di una persona per una notte e sparire subito dopo... e questo, purtroppo, succede sempre di più... soprattutto passati i trent'anni.

Ma con lui non voglio questo, perchè mi incuriosisce, perchè mi piacerebbe conoscerlo ancora, perchè mi sento attratta da quella che spesso viene chiamata "alchimia" e, anche se è strano il modo in cui ci siamo conosciuti, è strano il modo in cui ci stiamo sentendo/non sentendo c'è qualcosa di lui che mi fa pensare che ne valga la pena rischiare, anche a costo di cadere ancora.

L'uomo D insomma... potrebbe essere lui. Un uomo D che spazza via anche l'uomo A (che è l'unico rimasto), ma questo è tutto da vedere.

Stamattina avevo un incontro in banca. La filiale della banca era in centro quindi ho preso la metro. Nella borsa libro e i-pod per "affrontare" il viaggio.

Leggo, cuffiette nelle orecchie.
Avevo impostato l'i-pod senza scegliermi la colonna sonora.
Avevo bisogno e voglia di nuove sonorità.
Così all'uscita della metro mi sono resa conto che era appena finita una canzone che la mia mente aveva assimilato come "mia".
Una canzone ascoltata distrattamente, una canzone di cui non avevo ascoltato nemmeno il testo.
Una canzone che non avevo mai sentito prima visto che la maggior parte della musica del mio i-pod deriva da i-pod di altri.
Una canzone di cui mi era rimasta in testa l'ultima frase "You should be in my space, you should be in my life".

Così decido di riascoltarla. Alzo il volume per cercare di comprendere il testo. Captavo il senso a grandi linee... ma avevo bisogno di conferma.

Così appena tornata a casa cerco il testo. Lo leggo.

Le parole scorrevano e io mentalmente traducevo.

Ogni frase di quella canzone mi ricordava il mio stato d'animo in relazione a quanto accaduto qualche ora prima.
E la cosa mi ha sorpreso.
Perchè proprio quella canzone tra tante che avevo sentito ma che non conoscevo mi era rimasta nella testa?
Inconsciamente la mia mente aveva immagazzinato le parole e le aveva tradotte senza che io me ne rendessi conto?

Non lo so. Ma è bello poter pensare che ci sia qualcosa di nuovo che potrebbe nascere prendendosi tutta la responsabilità del volo a caduta libera senza mettersi dei freni assurdi dovuti ad incontri precedenti con stupide persone in cui si inciampa nella vita.

E sapete cosa vi dico?
Mi sento felice.

mercoledì 18 marzo 2009

Incomprensioni e contrattempi.

Stamattina mi sono svegliata e mi sembrava di aver dormito "troppo"
Spesso mi sveglio poco prima del suono della sveglia e oggi avevo una strana sensazione.
La mia sveglia era impostata alle 7:30 (così da farla suonare altre tre volte e abituarmi all'idea che alle 8 volendo o non volendo mi sarei dovuta alzare) il mio primo appuntamento della giornata era alle 10.

La strana sensazione derivava dal fatto che la luce che filtrava dalla tapparella mi sembrava troppo forte...

Così mi sono allungata faticosamente verso il cellulare e mentre lo prendevo pensavo: "Mò guardo l'ora e sono le nove!"

Prendo il cellulare.
Guardo l'ora.
Ore 9:08.
MAPORCADIQUELLAGRANDISSIMATROIA!

Esco dal letto, mi precipito in bagno, mi lavo denti e faccia...
Guardo i miei capelli... inorridisco.

Ok Leumure, calmati.
Ce la puoi fare, il traffico si supera con una guida sportiva, se esci di casa alle 9:30 puoi ancora farcela!
CAZZOCAZZOCAZZO... che mi metto... devo andare in banca, devo fare le trattative, non posso vestirmi alla cazzo.

I tacchi! No, no, no, nononono... i tacchi non me li voglio mettere... sono appena sveglia e se parcheggio lontana devo correre!

Opto per una stivale basso ma elegante.

Niente caffè?! No niente caffè... ok sono pronta... truccata di merda, vestita accettabile e non pettinata... per i capelli inventerò qualcosa una volta in macchina... deciderò ai semafori.

Accendo la macchina.
Accendo il navigatore.

Il navigatore mi guarda e mi dice. "Ciccina, guarda che non aggiorni la mappa da un anno! Vai sul sito e acquista l'aggiornamento."
Io guardo il navigatore e gli dico: "Accirt'" (NDR. Traduzione: Ucciditi)

Conclusione sono arrivata in orario, ho fatto con successo il mio sporco lavoro e ora sono tornata a casa... con 5 caffè già presi e il sesto in arrivo.

Poi mi ricordo del navigatore.

Vado sul sito del navigatore.
Map updates.
Installa un programma se non ce l'hai.

Installo un programma perchè non ce l'ho.

Attacca il tuo navigatore con cavo usb.

Il navigatore è in macchina e, porcaputtana, il cavo usb è a casa... ma non a casa qui, a casa in patria!

Non si dispone di un cavo USB per collegare il dispositivo? Inserire il numero di serie.

Bene dove trovo il numero di serie?
Guardo e la domanda che mi sono appena fatta è lì proprio sulla pagina del sito che mi dice "Clicca qui per sapere dov'è il numero di serie"
Clicco e mi si apre una nuova pagina con su scritto solo la seguente indicazione:

Dove si trova il numero di serie?

Il numero di serie è composto da 8 o 9 caratteri e non contiene spazi o trattini.


... uhm

... ehm

... ah beh ...

... EH!?!?!?!?!!

Interessante.

Torno a lavorare... che è meglio.

lunedì 16 marzo 2009

New Entry

Come vi raccontavo nel precedente post ieri sera sono uscita con una new entry.

Stesso ieri sera, mentre aspettavo un suo squillo che significava: "Scendi, sono vicino casa tua!" mi sono resa conto che ero emozionata!

Emozionata perchè? Beh perchè era una vita che non mi succedeva di conoscere qualcuno e di avere un appuntamento con questo qualcuno, da soli per conoscerci meglio... anni forse! Tutti gli approcci passati sono sempre avvenuti in modo diverso...

Comunque, già sapendo che il soggetto era interessante (o non avrei mai accettato un invito fuori!) mi sono iniziata a fare le solite paranoie.

La mia mente era divisa in:
a) Metti che mi piace e poi è stronzo?
b) Metti che mi piace e che finge di non essere stronzo quando in realtà lo è?
c) Metti che mi piace perchè è stronzo?

Insomma in qualsiasi direzione andasse la mia mente il mio pensiero era chiaro: 99 su 100 il ragazzo è stronzo!

E non avete idea di quanto mi abbia dato fastidio avere questa idea in testa!

Anyway.

Il ragazzo è molto interessante. Legge, scrive, gli piace il teatro, non è astemio, ha buon gusto, è carino... insomma, non male!

Serata passata in vineria bevendo una bottiglia di vino in due più un bicchiere aggiuntivo... stuzzicando qualcosa e stuzzicando soprattutto la mente. Abbiamo parlato di ogni cosa... ma la cosa che mi piaceva ancora di più del parlare era che mentre lo si faceva ci si guardava dritti negli occhi... non male!

Usciti dal locale ritorniamo verso casa mia, arrivati a casa mia usciamo entrambi dalla macchina e gli dico:
"E' stato un piacere, ripetibile quando vuoi!"

E qui inizia la scena perfetta, quella che a noi donne piace tanto.

Lui dice:
"Anche per me"
Bacino a destra...
bacino a sinistra...
Attimo di pausa, guardata negli occhi
... e scatta il bacio.

I miei pensieri durante il bacio erano:

- mmm bello, sìsì, mi piace come bacia...
- ma non ti deve piacere, devi smetterla di pensare che ti piace...
- però cazzarola mi piace!

- No leumure! Non deve piacerti, lo sai vero che succede se ti piace?
- Lo so lo so, ma mi piace posso mica dirmi che non mi piace quando in realtà non è così?

- Sì, non fartelo piacere, fai in modo che non ti piaccia!
- Ma è interessante, carino, simpatico, sembra anche tranquillo...
- AHAHAH no no, l'ultimo che ti sembrava tranquillo ricordi che ha fatto, ricordi quante cose hai scoperto? Non ti fidare dei primi giudizi, il ragazzo non ti piace dici la verità.
- Ok non mi piace va bene? BASTA CHE ORA STAI ZITTA così mi assaporo il momento!
"

Così è stata zitta.
E io mi sono assaporata il momento.

Poi abbiamo ripreso aria, ci siamo staccati... ha ribadito il concetto di rivederci, ho ribadito il concetto che per me andava bene... e poi lui ha detto una cosa, una cosa che non scriverò.
Quella cosa mi ha fatto saltare perchè non significa nulla ma mi è piaciuta da morire...
Così salivo le scale e pensavo.
E la mia coscienza è tornata ad elaborare le più strane teorie sul piacere e non piacere.

E io oggi sto qui a scervellarmi e a pensare a un messaggio carino da mandargli per proporgli un secondo incontro... e per un attimo vorrei poter avere la capacità di entrare nella sua mente e cercare di capire come lui descriverebbe ieri sera, e non riesco a pensare ad altro oltre che il suo unico pensiero fosse:

"Ok, questa è fatta! Al prossimo incontro me la trombo!"

E la cosa non fa che alimentare la mia teoria: Mi sa che ho un po' di problemi a fidarmi... :)